A.S.D. SALUS - judo

La ASSOCIAZIONE SPORTIVA DILETTANTISTICA SALUS è stata istituita nel 2000 da un gruppo di giovani sportivi laureati in Scienze Motorie e specializzati in diversi ambiti; il suo Presidente, il Prof. Barigelli, è anche il Responsabile Tecnico del settore judo, che attualmente ha come sede per gli allenamenti le Palestre Scolastiche di Via Flaminia 353, di Via del Calice 34 e di Via Livorno 93. Gli allievi, dai 4 anni fino agli adulti, sono suddivisi, a seconda dell'età e del grado raggiunto.

4 nov 2005

JUDO: LA VIA DELLA CEDEVOLEZZA

di Riccardo Barigelli (tratto dalla rivista PRIMATO - gennaio 2004)
Lo judo è una delle arti marziali moderne attualmente più diffuse.
Esso è stato ideato dal giapponese Jigoro Kano nel 1882 sulle basi delle conoscenze acquisite dalla pratica del ju-jitsu, arte marziale di antichissime origini, che ancora oggi è possibile praticare.
Il Maestro Kano (1995) scriveva: “io studiavo il ju-jitsu non solo perché lo trovavo interessante, ma anche perché capivo che era il mezzo più efficace per l’educazione del corpo e dello spirito. E da questo fatto mi è venuta l’idea di diffonderlo dovunque, ma era necessario migliorare il vecchio ju-jitsu per renderlo accessibile a tutti”.
Così prendendo dalle diverse scuole i concetti e le tecniche migliori ed aggiungendone delle proprie, il M° Kano diede origine allo judo. La formula completa del Judo viene dichiarata da Kano nel 1922, quando, in occasione di una festa in onore dell'imperatore, presenta in pubblico il nuovo Go - kyo (i cinque principi d'insegnamento = sintesi delle quaranta tecniche del Judo) e i 6 Kata (modelli) fondamentali, dichiarando che il fine del judo è amicizia e mutua prosperità ottenuta attraverso il miglior impiego dell'energia (Kano, ‘98).
Lo judo divenne sport olimpico nel 1964 (Tokio) ed è stato perciò la prima arte marziale riconosciuta a livello olimpico.
Lo judo (ju= via , do= cedevolezza) è un arte marziale estremamente affascinante che può essere praticata da tutti, giovani o meno giovani; il principio è quello di sfruttare l’energia dell’avversario per proiettarlo a terra; oltre ad uno sport ed una attività fisica completa è considerato la disciplina di autodifesa per eccellenza.
A livello educativo ha una valenza fondamentale per lo sviluppo; attraverso la pratica del judo vengono trasmessi dei valori come il rispetto, la collaborazione e l’amicizia.
Questo sport viene praticato sul tappeto, in giapponese tatami, una volta in paglia compressa, oggi prevalentemente costituito da materiali gommosi, che serve principalmente per attutire le cadute a terra. L’abito del judoka (il praticante judo) è il judogi, composto da giacca e pantaloni di cotone molto resistente, in quanto su di essi vengono fatte delle prese necessarie per controllare i movimenti dell’avversario e per proiettarlo a terra.
Lo scopo del combattimento è quello di proiettare l’avversario a terra facendolo arrivare di schiena: una proiezione eseguita in questo modo con la giusta velocità e controllo determina il massimo punteggio l’ippon, vale a dire la vittoria prima del limite di tempo (5 minuti effettivi per gli adulti).
Nel caso in cui l’avversario venga proiettato di schiena senza particolare controllo o velocità, o di fianco o seduto verranno assegnati diversi punteggi via via inferiori; se si cade sulla parte anteriore del corpo non vi è assegnazione di punteggio.
Il combattimento non si svolge solamente in piedi; nel caso in cui il punteggio di una proiezione non sia ippon o non vi sia punteggio assegnato da una caduta, il combattimento continua a terra.
A questo punto è possibile immobilizzare l’avversario spalle a terra (per l’ippon occorrono 25 secondi, meno per gli altri punteggi), o farlo arrendere mediante tecniche di strangolamento o leva articolare al gomito.
Durante le competizioni agonistiche i judoka vengono suddivisi per categorie di peso: si va dai pesi leggeri con limite 60 kg ai massimi oltre i 100 kg.
Negli agonisti oltre ad un assiduo allenamento sia fisico (preparazione atletica, pesi) che tecnico, è richiesto spesso di rientrare con il peso nella categoria inferiore: molto frequenti sono perdite di peso di 3,4, 5 kg e più.
Da questa breve descrizione è facile intuire che per raggiungere una discreta abilità tecnica e dei risultati, sono necessari molti anni di esperienza.
L’abilità di un judoka viene distinta dal colore della cintura: dalla bianca del principiante, passando per la gialla, arancione, verde, blu, marrone, fino ad arrivare alla cintura nera anche questa suddivisa in gradi o dan.
Per la F.I.J.L.K.A.M. (Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali) la cintura nera può essere raggiunta in due modi: agonisticamente, mediante il raggiungimento di un punteggio in base al numero di combattimenti vinti e all’importanza della competizione; per via accademica, con lo studio teorico-pratico dei modelli (kata) ed un esame finale di fronte ad una commissione di Maestri.
Judo: sport completo dal punto di vista fisico, agonistico o amatoriale a seconda delle esigenze personali, spettacolare ed affascinante, formativo per il bambino e per l’adulto, forse più che uno sport una scuola di vita, proprio per questo chi ne comincia la pratica difficilmente la abbandona.
BIBLIOGRAFIA
Jigoro Kano, JUDO JUJUTSU, Edizione Mediterranee, 1995, Roma
Jigoro Kano, FONDAMENTI DEL JUDO, Luni Editrice, 1998, Milano